Top posts
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Vertigine (Otto Preminger) - ★★★
Sebbene lo distingua l'intelligenza dal mero istinto, l'essere umano è a sua volta un animale e come tale agisce, specie se si tratta di corteggiare e sfidare un altro maschio nella conquista della femmina. Di questo parla Vertigine (Laura, da poco restaurato...
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Frank Costello faccia d'angelo (Jean-Pierre Melville, 1967)
In una sequenza verso la fine di Frank Costello faccia d'angelo (Le samourai), Jef - è questo il nome originale del killer interpretato da Alain Delon - si trova di fronte l'uomo che deve uccidere, tira fuori le mani guantate di bianco per mostrarle vuote...
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I figli della notte (Andrea De Sica, 2016) #TFF34
Una serie di fronzoli ornamentali di un certo pregio che non hanno molto da abbellire. E' questa l'impressione che dà I figli della notte , l'opera prima di Andrea De Sica. Il regista racconta la storia di un ragazzo rinchiuso in un collegio esclusivo...
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Il clan (Pablo Trapero, 2015)
Dentro e fuori, avvicinarsi e allontanarsi: una "doppia focale" (come la definisce Niola) quella che usa Trapero in Il clan . Entrare in sintonia con l'ambiente malefico che sta raccontando astraendosene, cercando la lucidità per tracciare un affresco...
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Tutti a casa (Luigi Comencini, 1960) #VeneziaClassici
Se qualcuno dovesse mai chiedermi qual è il grande "romanzo" cinematografico italiano, sarei indeciso tra La grande guerra di Risi e Tutti a casa . A occhio, ma forse ha a che fare con la freschezza della visione, scegliendo il film di Comencini. Perché...
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Il meglio di #Venezia71: La zuppa del demonio
Un'immagine dal film di Davide Ferrario Continuiamo a dare uno sguardo alle opere migliori presentate alla recente Mostra del Cinema di Venezia. Dopo The Look of Silence , tocca a La zuppa del demonio , documentario di montaggio di Davide Ferrario (di...
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Sing Street (John Carney, 2016)
In pochi, pochissimi oggi sanno raccontare e suggerire emotivamente l'inizio di una storia come Carney. E di farlo attraverso la musica, usandola in modo ricco e sfumato, come elemento stilistico e non solo narrativo: Sing Street , ambientato nella Dublino...
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Nostra signora dei turchi (Carmelo Bene, 1968)
E' un anti-film Nostra signora dei turchi , così come il romanzo omonimo era un "anti-romanzo": Carmelo Bene mette piede al cinema con un'opera che è lo specchio della sua personalità artistica, che ne segue gli interessi, gli amori, gli odi, le inclinazioni,...
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Star Trek Beyond (Justin Lin) - ★★½
Come dice Pier Maria Bocchi in un recente articolo su Cineforum, la critica dovrebbe ricominciare a contestualizzare il cinema d'azione o quello più commerciale, perché - e ha pienamente ragione - nelle "pratiche basse" del cinema si nascondono molti...
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They Shall Not Grow Old (Peter Jackson) #RomaFF13
Dal post-cinema di Il signore degli anelli e Lo hobbit al pre-cinema. E ritorno. Perché i filmati della prima guerra mondiale diventano, in They Shall Not Grow Old , il campo in cui Jackson può continuare a sperimentare il suo senso dell'immagine come...
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I tre moschettieri - Paul W. S. Anderson
Come Dracula o La bibbia , il romanzo di Dumas padre è uno dei racconti più adattati e riletti della storia del cinema. ogni generazione, ogni decennio ha il suo. E si potrebbe dire o tempora o mores. La versione anni '10, dopo il discreto adattamento...
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Die Hard 5 | John Moore
John McClane è un'istituzione per chiunque ami l'action movie e la serie di Die Hard è uno dei capitoli di un'eventuale bibbia per il cinema d'azione. Per cui la delusione di fronte a un tonfo come Die Hard 5 , ovvero Un buon giorno per morire , è pesante....
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Tra le stellette, o una visione del critico
Roger Ebert E' morto Roger Ebert e ne scrivo solo ora perché i peana celebrativi non m'interessano. Non leggiamo i libri e i saggi in italiano figuriamoci quelli in inglese. La maggior parte anche degli appassionati di cinema non sapeva chi fosse in Italia,...
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Eastwood: politico o cineasta?
E così nel 2016 ci siamo ricordati che Clint Eastwood è di destra, che è un fervente repubblicano e che per questo voterà Trump . Forse ci eravamo dimenticati che parlò a una sedia vuota per bacchettare Obama. Lui se ne vergogna come forse si vergognerà...
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Lights Out (D. F. Sandberg) - ★½
"I have a costant fear that someone's always near" cantava Bruce Dickinson in Fear of the Dark. La paura del buio segna Lights Out , esordio nel lungometraggio di David F. Sandberg: non solo in termini di effetti visivi e senso della tensione, ma perché...
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L'avenir (Mia Hansen-Løve, 2016) #TFF34
Come si costruisce il futuro mentre il presente scivola via incomprensibile? Hansen-Løve risponde a questa domanda con un ritratto femminile puro, completo, scevro da strutture drammaturgiche che non siano quelle della vita di una donna (magnifica Isabelle...
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La moglie dell'aviatore (Eric Rohmer) - ★★½
La nouvelle vague è lontana più di 20 anni quando Eric Rohmer realizza La moglie dell'aviatore (1980) ma all'ingresso di uno dei decenni più controversi per la storia del cinema d'autore, la lieve storia di un uomo che pedina e spia l'amante della donna...
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Laurence Anyways (Xavier Dolan) - ★★★
Considerato troppo spesso misura dell'immaginario e dell'inestetica televisiva, il primo piano è - o meglio può essere - invece un elemento fortissimo di stile e comunicazione. Xavier Dolan ne è forse il maggior interprete contemporaneo e lo dimostra...
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Bulli e pupe (Joseph L. Mankiewicz, 1955)
Se dovessi pensare al regista hollywoodiano più lontano possibile dall'immaginario del musical, uno dei primi che mi verrebbe in mente è Mankiewicz. Regista intellettuale, narratore machiavellico, maestro del dialogo e della parola. La sua estraneità...
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La prigioniera del destino (Veit Harlan, 1944) #VeneziaClassici
Gli orologi scandiscono il tempo quasi ossessivamente in La prigioniera del destino . E su di una pendola c'è scritto "di queste ore, una sarà la tua ultima". Harlan (famoso per aver diretto il più infame film di propaganda della storia, Suss l'ebreo)...
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Profumo di donna (Dino Risi, 1974) #VeneziaClassici
Per un regista come Dino Risi che ha solcato la storia italiana e il suo costume, che ha squadrato la società, è curioso - niente affatto strano - che il suo più grande successo internazionale (César, premi a Cannes, nomination agli Oscar) sia un film...
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El abrazo de la serpiente (Ciro Guerra) - ★★½
L'unica sequenza a colori di El abrazo de la serpiente è un breve trip psichedelico ispirato ai motivi dell'arte incas e azteca, una rinascita kubrickianamente intesa. E il resto del film, avventura amazzonica in cui uno sciamano sopravvissuto allo sterminio...
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L'estate di Davide (Carlo Mazzacurati, 1998)
La gioia dell'aria aperta, il calore e il sudore dell'estate, i colori umidi e tenui della Bassa Padana: elementi non comuni nel cinema italiano, soprattutto quello recente. Elementi che Mazzacurati ha sempre utilizzato con gusto e convinzione e che in...
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Ma Loute (Bruno Dumont, 2016)
Scegliere se sia meglio il Dumont precedente o posteriore alla svolta farsesca impressa con la miniserie P'tit Quinquin è mera questione di gusti. Capire come la sua idea di cinema si possa evolvere è invece attività più interessante. Per questo credo...
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Les Fils de Jean (Philippe Lioret, 2016) #TFF34
Un bravo narratore sa farti assaporare l'ebbrezza delle infinite possibilità di un soggetto o di una svolta, darti il senso della possibilità, e poi selezionare e scartare il superfluo, il brutto, il banale. Lioret è un bravo narratore: in Les fils de...