Garrone scarnifica tanto il racconto quanto la messinscena, prende il contenuto de L’imbalsamatore (...
Garrone scarnifica tanto il racconto quanto la messinscena, prende il contenuto de L’imbalsamatore (che di questo era la prova generale) e la forma di Gomorra e ne mostra gli scheletri raccontando prima di tutto la solitudine infinita, metafisica come i suoi luoghi, di due uomini che vivono e agiscono per gli occhi di qualcuno, per suscitare una reazione, mai come individui, dando un segno tragico alla quotidianità
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In una storia che trasuderebbe vendetta, violenza, disagio mentale, atrocità fisiche degne del migliore (o peggiore) torture porn, Matteo Garrone scopre la dolcezza, la disperazione intima, un'insospettabile pietas sociale. Dogman è un film che il regista voleva fare da molti anni e che col tempo è cambiato, come una cosa viva si è evoluto, ha preso un'altra forma.