DETROIT però non s’impantana mai nella denuncia, nell’urgenza del suo tema, ma fa di quel tema un campo...
DETROIT però non s’impantana mai nella denuncia, nell’urgenza del suo tema, ma fa di quel tema un campo di battaglia in cui gettare la macchina da presa attorno all’assedio di un paese contro i suoi cittadini, un luogo di guerra in cui, anche grazie a un efficacissima ricostruzione storica, dispiegare un’idea di cinema fatta di fisica e movimento, azione e reazione da cui nascono idee e riflessioni
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Detroit, o le 120 ore di Sodoma
in Concorso Festival del Cinema di Roma - di Emanuele Rauco Azzardiamo: Kathryn Bigelow sta al cinema d'azione come George Romero sta al cinema d'orrore. Ovvero ha introdotto in un genere puro e disimpegnato, attraverso l'uso della tensione e della violenza, le questioni politiche del proprio paese.
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