La fine del mondo (Ranald McDougall)
La fine del mondo (Ranald McDougall)
Allegoria curiosa, molto ingenua (specie il finale oltre ogni naïveté) eppure azzeccata, ficcante nel contesto dell'America di fine anni '40 e capace, oltre di influenzare molti registi con le immagini della New York deserta, di riflettere sottilmente sulle forme, spesso auto-indotte ed erotiche, del razzismo.
☆☆½
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