Grey Gardens | Albert e David Maysles

Pubblicato il da Emanuele Rauco

Grey Gardens | Albert e David Maysles
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I fratelli Maysles sono stati definito i pionieri del documentario moderno. Grey Gardens, il loro capolavoro e film più celebre, conferma la definizione: il film entra nella dimora di Big e Little Edie Bouvier Beale, madre e figlia parenti di Jacqueline Kennedy che ora vivono nel degrado, nell'indigenza economica e igienica ma quasi senza accorgersene, continuando a portare avanti una quotidianità che nella sporcizia e il cibo in scatola trova anche la memoria, i sogni di gloria, la rabbia familiare. 

La fortissima modernità del film non sta tanto - o non solo - nella struttura del film, lontana dalla tipica costruzione documentaristica, nella prossimità fortissima con i soggetti del racconto, nell'apparente distanza con cui i registi riprendono (che diventerà arte nel cinema di Frederick Wiseman). Sta soprattutto nel mescolare in modo indistinguibile, senza apprente soluzione di continuità, la costruzione cinematografica e la possibilità del reale, nel plasmare l'istante attraverso la rappresentazione, nel mostrare con trasparenza la mano dell'autore cominciando a sfumare - quanto consapevolmente è difficile dire - il confine tra Cinema e Documentrio come mondi separati. Non a caso, i momenti più commoventi, drammatici, sottilmente disperati si hanno quando durante l'ennesimo, estenuante litigio con la madre, Little Edie cerca con lo sguardo e il corpo l'approvazione del regista, dopo che per tutto il film si è messa "in mostra" cercandone solo lo sguardo. 

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