Classifiche di fine anno | I libri più belli del 2015
I libri aprono il periodo delle classifiche, ossia quel momento, a fine anno, in cui facciamo il bilancio delle cose belle lette, viste, ascoltate. Le brutte le gettiamo nel cassonetto dell'oblio. Ovviamente specifico che sono i libri più belli che ho letto nel 2015, non quelli pubblicati in questa data. E che sono meno di 10.
8 - Se una notte d'inverno un viaggiatore (I. Calvino)
Il gioco dell'intelligenza al servizio di un esercizio di stile che è soprattutto un atto d'amore alla letteratura. Ma èun gioco su cui pesa qualche velo narcisista.
7 - L'innocenza di Padre Brown (G. K. Chesterton)
Il giallo in chiave religiosa, in cui l'acume e il buon senso sembrano voler raccontare una spiritualità fatta di buon senso, più che di fede.
6 - Vivere un segreto (D. Spiotta)
Un libro bello e densissimo, ricco di spunti letterari e concettuali che superano anche i cliché del racconto degli anni '70. Alcune figure (il ragazzino fan dei Beach Boys) e pagine sono davvero memorabili.
5 - Sotto le stelle del '44 (Steno)
Diario privato ma soprattutto giornale di una vita spesa nel cinema, ricco di notazioni acute - quelle sul rapporto tra politica e spettacolo molto acute - e di una verve curiosa.
4 - L'arte di correre (H. Murakami)
Testo preziosissimo, sul rapporto tra corpo e mente, sull'atto fisico come capacità di percezione del mondo. Spirituale senza misticismi e capace di far scoprire la magia della corsa.
3 - Lettera al padre (F. Kafka)
Doloroso e lucidissimo, una seduta di auto-analisi che svela tutto il rancore che si cela dietro un sentimento assoluto e che svela a noi stessi tutti i non detti di cui ci cibiamo.
2 - L'opera struggente di un formidabile genio (D. Eggers)
Libro bellissimo, la cui inarrestabile eloquenza è frutto davvero di un talento geniale, che non sa e non vuole discpiplinarsi, che attraverso il compiacimento mette anche a nudo tutta la sua fragilità. E la bellezza di un dolore.
1 - Tre camere a Manhattan (G. Simenon)
Scritto in stato di grazia, un libro intenso e profondo, che trasmette al lettore l'elettricità di una città, di un contesto, e soprattutto di un sentimento improvviso e impulsivo che si fa veicolo anche delle umanità di chi lo condivide. Splendido.
