Beasts of No Nation | Cary Fukunaga #Venezia72

Pubblicato il da Emanuele Rauco

Beasts of No Nation | Cary Fukunaga #Venezia72
Pubblicità

"Un meraviglioso strazio". "Un pugno nello stomaco". "Necessario". Definizioni che a occhi e orecchi attenti mettono subito in allerta se dette di un film. E si ritrovano nei primi commenti a caldo e recensioni di Beasts of No Nation, primo film in concorso della Mostra del Cinema di Venezia. Diretto da Cary Fukunaga, noto per la regia della prima serie di True Detective più che per due trascurabili film, racconta dei bambini soldato in Africa, raccontando il rapporto tra uno di loro, tolto alla sua famiglia dai ribelli, e un comandante che lo addestrerà a guerra e comando. 

Eccolo qui il Tema, centro di ogni storia che si rispetti e che qui costeggia la cronaca, la storia recente e la geopolitica, rifugi caldi e comodi per colpire lo spettatore. Ma il Tema senza un discorso è nulla: e l'unico discorso che interessa a Fukunaga è quello del suo talento. Prendendo a prestito la reimmaginazione di Katrina in chiave fiabesca fatta da Zeitlin per I re della terra selvaggia (che nel titolo originale è curiosamente simile al film in questione), Fukunaga non ha alcun interesse a trovare un punto di vista vero e proprio al film: né narrativo - si passa tra 3 o 4 protagonisti ondeggiando e mai concretizzando -, né storico-politico, dato che non si capisce nulla della guerra, di cosa significhi, dei suoi echi interni o esterni, né cinematografico ed è qui l'asino più pesante a cascare. A Fukunaga interessa solo fare in modo che ogni scena o sequenza siano "belle", testimoni di un talento extra-televisivo, esercizi di stile come biglietti da visita: si passa dall'onirico al crudele, dal piano sequenza di greve crudeltà (copincolla di True Detective) ai tocchi ironici e buffoneschi - con Idris Elba cambia stile recitativo una scena sì e una no - alle evocazioni enfatiche fatte di musica elettronica e dissolvenze. E se l'inizio conla "tv dell'immaginazione" e la descrizione familiare funziona, il resto si sfalda di continuo. Non sa cosa dire e come dirlo. E' uno showreel più che un film. Che però ha un Tema a cui non si può dire di no e che non mancherà di colpire gli animi sensibili o in vena di lavarsi la coscienza con un film "necessario".

Commenta il post