A Flickering Truth | Pietra Brettkelly #Venezia72
Come dimostrano i moltissimi documentari, didattici o meno, sull'argomento il museo è diventato uno dei luoghi cardine del cinema contemporaneo. Basterebbe citare due opere essenziali come National Gallery di Wiseman o Francofonia di Sokurov (che già realizzò Arca russa). Pietra Brettkelly ha portato invece a Venezia un film che amplia e approfondisce il concetto di museo e conservazione e soprattutto lo racconta da una prospettiva bellissima e insolita: la scoperta e il salvataggio di un archivio di 8000 pellicole sepolto dalle guerre in Afghanistan.
Brettkelly segue il lavoro del gruppo di afgani che si è incaricato di restaurare quando possibile questa memoria storica di un paese assediato dalle bombe e dalla guerra da quasi 100 anni, ma scavalca il risvolto funebre sotteso all'idea di museo e si concentra nella seconda parte, forse la più bella, sull'opera di diffusione di quelle immagini, che sono film a soggetto, documentari, vedute e riprese storiche, film quasi familiari: un viaggio lungo i luoghi del paese a montare schermi, montare proiettare, testare film e poi proiettarli. E far scoprire il cinema a bambini che conoscono solo il pallone e anziani che non si erano mai visti in quello specchio. Nel resuscitare il cinema che si credeva morto, se ne riscopre il senso ogni volta.
