Lettere di uno sconosciuto di Zhang Yimou
(pubblicato su Il mucchio di aprile))
Dopo una serie di drammoni più o meno epici e più o meno convenzionali, Zhang Yimou, forse il più famoso regista cinese contemporaneo, torna a dirigere un melodramma intimista, dalle (flebili) tracce neorealiste con Lettere di uno sconosciuto, storia di una donna che soffre di senilità e non si ricorda più del marito, incarcerato per anni durante la rivoluzione culturale, che torna a trovarla appena liberato e che pur di starle accanto si finge un lettore. Piccolo melodramma intimista con uno sguardo sul regime comunista meno pacificato degli ultimi lavori del regista – ché ormai anche la gloria della Cina passa per il capitale, seppur centralizzato – che si concentra con grazia d'altri tempi su una storia di amori perduti e ritrovati, di famiglie spezzate e rimpianti da ricomporre, in cui più che la regia efficace ma un po' limitata di Zhang conta la superba prova dei due protagonisti, la splendida Gong Li e il commovente Chen Daoming, sorta di Loren-Mastroianni, con un regista che all'ultimo De Sica guarda piuttosto evidentemente.
6,5
