Top 10 | I dischi del 2014
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Nuova classifica di fine anno, per salutare il 2014 con il meglio dell'anno passato. Dopo i libri, tocca ai dischi. Non necessariamente del 2014, ma diciamo a cavallo tra il '13 e il '14, cavalcando tutti i generi, dall'elettronica al rock, dall'alternativa alle sperimentazioni, dai grandi nomi agli emergenti. Ché non mi fido di chi dice che ascolta di tutto e io sono uno di quelli.
- Inform Educate Entertain - Public Service Broadcasting: il materiale della tv pubblica inglese campionato e reinventato attraverso il rock, il synth, l'eletronica. Geniali, a cavallo delle epoche.
- New - Paul McCartney: la classe di un maestro che si reinventa a partire dal pop contemporaneo, che infonde gli elementi del suo talento ai migliori suoni in circolazione. Disco imperdibile.

- Pink Narcissus - Tuxedomoon: il ritorno di una colonna della sperimentazione americana, tra jazz oscuro, trame di musica seria contemporanea e un incredibile senso dell'atmosfera. E una sezione fiati da far paura.

- 13 - Black Sabbath: non ci credeva nessuno, ma i padri fondatori del metal colpiscono e affondano. Suoni densissimi, cavalcate trascinanti, chitarre da infarto e Ozzy in gran forma. Niente di nuovo, ma tutto splendido.

- White Sun Black Sun - In Zaire: la rivelazione italiana dell'anno. Acidi, psichedelici, distorti e violenti, ma anche inventivi e maturi. Da non perdere soprattutto live.

- Per un passato migliore - I Ministri: rock. E basta. Quello puro, violento ed elettrizzante, che sa fondere varie sfumature emotive in canzoni compatte e intelligenti, quadrate e prismiche. Con in più, testi di una certa intelligenza.

- Memorial - Russian Circles: post. Che sia rock, metal o avanguardia, un disco che oltre, che va dopo, che congiunge i poli della musica rendendo glaciali dei suoni caldi e viceversa. Grande rivelazione.

- The Weight of Your Love - Editors: la prova che si può fare del rock popolare, aprendosi al grande pubblico senza perdere nulla in forza, complessità, fascino. Perché maturare e ampliare gli orizzonti, non significa vendersi né perdersi.

- Signed and Sealed in Blood - Dropkick Murphys: nulla di diverso nella corroborante formula punk, folk e litri di birra. Ma qui smussano gli angoli compositivi, alzano ritmi e potenza e regalano uno dei dischi più travolgenti degll''anno. Da ballare e pogare per tutto l'anno.

- Meir - Kvelertak: i suoni tipici della Norvegia, metal estremo, punk disfatto e rock n' roll, in versione decadente e aristocratica. Assalti sonori e attimi di dolore intimo. E la più bella copertina dell'anno.

