Una parola è poca e due...

Pubblicato il da Emanuele Rauco

Una parola è poca e due...

Non entrerò nel merito della faccenda, perché non conosco bene i fatti, e anche se li conoscessi non li capirei. Credo che i marò da poco rimandati in India in un triste yo yo debbano essere giudicati in qualche modo, avendo ucciso 2 persone, ma non saprei dire da chi, né come, visto che di acque internazionali e competenze giudiziarie ne so poco. E credo che debbano intervenire una qualche istituzione internazionale a dirimere la questione.

Detto questo, il modo in cui il ministro degli esteri Terzi ha pensato di fare diplomazia irridendo un popolo sovrano e una delle maggiori economie del mondo è vergognoso. Se i due soldati debbano essere giudicati in Italia è da vedere, nel frattempo Terzi ha agito come se il governo indiano fosse politicamente inferiore. La parola data, e non solo a voce ma anche scritta, mettendo di mezzo un ambasciatore e la sua libertà, si può ritirare. E' curioso che in molti, quando venne comunicato che i due non sarebbero tornati in India, furono contenti. Ora accusano la diplomazia italiana non di inaffidabilità o falsità, ma debolezza. Sono gli stessi che pensano che il 25 aprile non si debba festeggiare, perché nasce da un patto tradito.

La Germania nazista non si doveva tradire, a costo di morire. La democrazia indiana invece si può sbertucciare. I due marò non moriranno per la mano della giustizia indiana, anche perché il loro caso non prevede la pena di morte. Ma forse la vergogna potrebbe uccidere i diplomatici italiani. E quelli indiani: da quando ci si può fidare della parola di un potente italiano?

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