Toro - Aleksandr Sokurov

Pubblicato il da Emanuele Rauco

Toro - Aleksandr Sokurov

Tra Hitler e Hirohito, nella trilogia di Sokurov sul rapporto tra potere assoluto e assoluto (chiamato anche morte) appare Lenin, il cardine culturale, politico, quasi ontologico per ogni russo. Toro racconta gli ultimi giorni di vita del padre fondatore della rivoluzione bolscevica, riflettendo su come l'avvicinarsi alla fine, la consapevolezza della morte diventi anche lucidità politica, comprensione del futuro.

Storicamente e politicamente costruito con il senno del poi, e quindi piuttosto facile come esercizio, Toro è il più "relativo" dei film della trilogia: se Moloch raccontava la riduzione della follia allo stato puro in semplice umanità putrefatta, se Il sole racconterà proprio l'assolutezza come concetto, il divino imperatore contro la bomba distruttrice, Sokurov racconta Lenin alla luce di qualcos'altro - della malattia, della rivoluzione fallita, del potere crescente di Stalin, della sua lucidità evanescente - e quindi convince meno. Eppure, a contatto con gli elementi a lui cari, come i luoghi, la natura, l'architettura, Sokurov trova il suo naturale senso per il cinema, la maniera stilistica torna a pulsare, la distorsione dell'immagine diventa senso e colpisce lo spettatore.

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