I tre moschettieri - Paul W. S. Anderson

Pubblicato il da Emanuele Rauco

I tre moschettieri - Paul W. S. Anderson

Come Dracula o La bibbia, il romanzo di Dumas padre è uno dei racconti più adattati e riletti della storia del cinema. ogni generazione, ogni decennio ha il suo. E si potrebbe dire o tempora o mores. La versione anni '10, dopo il discreto adattamento "hongkonghese" di Hyams (D'Artagnan), è firmata da Paul W. S. Anderson, quello di Mortal Kombat e di 500 versioni di Resident Evil. Da questi elementi si può capire che tipo di film sia I tre moschettieri anno 2011.

Sia chiaro, la fedeltà al romanzo è un peso, soprattutto in sarabande avventurose come queste in cui conta la fantasia, l'invenzione, il gusto del meraviglioso. Si vedano le due versioni migliori, quella di Sidney degli anni '50 e di Lester negli anni '70. Per cui ben vengano i tradimenti e i colpi a effetto, come una battaglia tra dirigibili ante litteram. Il problema però è che a questo (video)giocattolone manca la grazia, la leggiadria dell'azione e delle coreografie, manca l'ironia dell'intreccio scambiato per umorismo all'acqua di rose, manca la gioia del cinema, che nelle versioni suddette abbondava. E manca il cast, innanzitutto, inadeguato (Lerman come D'Artagnan, Jovovich come Milady, il tremendo Bloom come Buckingham: non serve che li paragoni ai loro predecessori vero?), sprecato (Christoph Waltz come Richelieu) o mal diretto (Mads Mikkelsen come Rochefort). L'avventura, nel senso guascone del termine, manca. E' pieno però di mirabilie in CGI di brutto gusto e di plagi dei Pirati dei Caraibi, a partire dalla musica. Contenti loro.

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