Tutto in una notte (Into the Night, John Landis, 1985) #Venezia74 #VeneziaClassici #BiennaleCinema2017

Pubblicato il da Emanuele Rauco

Tutto in una notte (Into the Night, John Landis, 1985) #Venezia74 #VeneziaClassici #BiennaleCinema2017

Hollywood e tutta Los Angeles sono enormi set a cielo aperto, musei del cinema in continuo fermento e ripensamento di sé stessi: è quello che sembra dirci Landis in Tutto in una notte, uno dei suoi film più sottovalutati che racconta di un uomo insonne che viene coinvolto da una bellissima donna (Michelle Pfeiffer) in una storia di smeraldi, sicari persiani e criminali internazionali. 

A partire dagli infiniti camei che Landis dissemina lungo il film, anche in ruoli chiave come il francese Melville di Roger Vadim (in numero persino maggiore del solito: Demme, Cronenberg, Kasdan, Mazursky, Siegel e un'altra ventina), che culmina con l'auto-cameo nei panni di uno degli irresistibili scagnozzi persiani, fino alle immagini, ai luoghi, ai set che Jeff Goldblum distrugge e che rimandano ad altre immagini, luoghi, set, ad altri film (o li prefigurano: si veda la sequenza nel traffico che fa da ispirazione all'inizio di La La Land), Tutto in una notte è una sarabanda in cui il regista sembra voler mettere a soqquadro con gioia e una cattiveria impensabile per l'attualità tutto l'immaginario filmico USA, un po' come fece Blake Edwards in Hollywood Party. Un film di pura costruzione e ritmo, slapstick e azione: un film di purissimi anni '80. 

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