Gli amanti crocifissi (Chikamatsu monogatari, Kenji Mizoguchi, 1954) #Venezia74 #VeneziaClassici #BiennaleCinema2017

Pubblicato il da Emanuele Rauco

Gli amanti crocifissi (Chikamatsu monogatari, Kenji Mizoguchi, 1954) #Venezia74 #VeneziaClassici #BiennaleCinema2017

In una limpidezza formale, in un rigore compositivo cartesiano fino al minimalismo, l'immagine degli Amanti crocifissi che dà il titolo italiano spezza il tono: è un monito per i protagonisti, al centro di una vicenda di amori impossibili, gelosie e onore ambientata nel Giappone del '600, ma anche il cambio di segno da parte di Mizoguchi tanto nell'andamento narrativo sempre più serrato quanto nelle scelte stilistiche. 

Sempre fedele a un rigore che anziché all'austerità guarda al lirismo, il regista apre il suo melodramma sociale ad esterni stilizzati e impressionisti, costruisce attorno al binomio modernissimo amore (sesso) e denaro una tensione via via sempre più inesorabile, l'eleganza con cui evita gli eccessi e allo stesso tempo narra eventi tragici fa il paio con la dolcezza che gli permette di raccontare un amore suicida e involontario. Il minimalismo si apre quindi a una capacità di scrittura, narrazione e visione che è pura arte al servizio della passione dello spettatore. Cinema puro, volendo. 

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