Andare per i luoghi del cinema (Oscar Iarussi, Il mulino, 2017)

Pubblicato il da Emanuele Rauco

Andare per i luoghi del cinema (Oscar Iarussi, Il mulino, 2017)

Premessa: Iarussi è un collega con cui condivido molti mesi l'anno a guardare e scegliere i film per la Mostra del Cinema di Venezia. Se non credete a ciò che scrivo vi capisco. Perciò passate direttamente a leggere il libro. 

Di saggi che percorrono varie città per raccontare i luoghi in cui sono stati girati film celebri - o viceversa che percorrono film e filmografie a caccia delle città - ce ne sono molti. Quello di Iarussi ha due caratteristiche in più: fare tappa per molte di queste città iconiche, disegnando un mappa che va dal Nord al Sud e raccontando come i film hanno raccontato lo spirito e la topografia di queste città o come ne sono stati influenzati; Iarussi queste città le conosce, in alcune ci vive o ha vissuto, e questo si sente perfettamente. 

Non è un caso che i capitoli più appassionanti e affascinanti di Andare per i luoghi del cinema siano quelli in cui Iarussi racconta le città che può chiamare casa: Bari in primis, in cui vive da sempre e in cui in pratica è nato e che racconta nella sua quotidianità che attraversa la sua Storia; Venezia - con cui il libro si apre -, la seconda casa in cui lavora dagli inizi degli anni '00 per la Mostra del Cinema, mostrandone gli angoli meno frequentati e i discorsi meno conosciuti; e Roma, dove ha frequentato il Centro Sperimentale di Cinematografia negli anni '80, narrata e analizzata in un capitolo tentacolare come la città stessa, in cui le definizioni che gli artisti hanno dato della città costruiscono la forma stessa del capitolo, un dedalo di intuizioni e informazioni in cui perdersi e ritrovarsi. Forse. Per me, nativo del Quadraro al confine con Cinecittà, sentire parlare così della Tuscolana è una gioia. Forse anche gli abitanti di altre città o quartieri (la sorprendente Matera, per esempio) avranno queste sensazioni.

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