A ciambra (Jonas Carpignano, 2017) #Cannes2017

Pubblicato il da Emanuele Rauco

A ciambra (Jonas Carpignano, 2017) #Cannes2017

Si fa relativamente presto a mescolare due generi o registri narrativi. Quello che fa Jonas Carpignano in A ciambra è fondere due stili formali opposti in un proprio stile personale e avvincente per raccontare di un ragazzo di una comunità rom calabrese che cerca di farsi uomo dentro il microcosmo criminale che frequenta.

La base narrativa è quella di un noir etnografico, mentre quella formale fonde il documentario antropologico e il percorso di formazione criminale: viene fuori un film che utilizza il realismo dei piani ravvicinati, della macchina a mano e della fotografia sgranata per creare una saga nera, in cui l'indagine ravvicinata di una comunità colta con gli occhi di un narratore originale e avvincente svela anche il rapporto tra popoli e classi, con la verità di un documentario e il potere immaginifico del genere (si veda il modo originale e vincente con cui il regista sfrutti i cliché del noir). Carpignano è un regista che costruisce un mondo vivo e brulicante con immagini capaci di coglierne (e crearne) il continuo movimento, l'inarrestabile evoluzione che è anche un filo diretto con la storia, con la tradizione. C'è aria di grande regista da queste parti. 

Voto: ✶✶✶

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