Big Love (Mark V. Olsen & Wil Scheffer, '06-'11)

Pubblicato il da Emanuele Rauco

Big Love (Mark V. Olsen & Wil Scheffer, '06-'11)

Il capolavoro recitativo del da poco scomparso Bill Paxton non è nei film di James Cameron (Aliens, True Lies o l'amato Titanic) né in Soldi sporchi di Raimi o nel suo esordio da regista, Frailty. Le più alte capacità recitative di Paxton si trovano in Big Love, la serie tv HBO (trasmessa da Sky) che ha raccontato per 5 stagioni e 53 episodi la storia di una famiglia poligama legata alla religione mormona, che deve lottare non solo con la legge e la società che non riconoscono la poligamia ma anche con una parte della loro comunità che vive ancora secondo regole arcaiche. 

La serie però non racconta la battaglia per il riconoscimento dei diritti civili di una famiglia - se non in piccola parte nella 5^ stagione - quanto il rapporto tra l'amore e il mondo in cui cresce, tra le componenti della società (famiglia, lavoro, istituzioni) e le diverse percezioni dell'amore mettendo in rilievo come l'ambiente sia fondamentale nell'evoluzione delle relazioni personali. Il tono da drama classico e familiare, seppure incentrato su una famiglia controversa, è arricchito nel corso delle stagioni da una sempre più forte vena noir e da una struttura che - ricordando alla lontana quella di The Wire - cambia di anno in anno la prospettiva, il centro dell'indagine, l'ambiente da analizzare attraverso un amore socialmente inaccettabile e inspiegabile. La famiglia Henrickson diventa il prisma attraverso cui cercare di capire e magari reinterpretare l'America, come mostra l'ultima stagione con Bill divenuto senatore. E proprio Paxton tratteggia un personaggio efficacissimo proprio perché sempre trattenuto, sempre a giocare agli estremi delle situazioni e sempre concentrato sul suo essere un vero patriarca, saggio, equo, onesto, mai prevaricatore e sempre solido: non un capo-famiglia stile sitcom anni '70/'80, ma un brav'uomo che crede in ideali che nessuno condivide e non cerca di convincere nessuno, uno consapevole che la cosa giusta e la propria famiglia non sono necessariamente la stessa cosa. Un personaggio biblico che Paxton e gli autori invece tengono tra le righe, spesso sotto, per renderlo giustamente umano e comune.  

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