Manchester by the Sea (Kenneth Lonergan, 2016)

Pubblicato il da Emanuele Rauco

Manchester by the Sea (Kenneth Lonergan, 2016)

Per parlare di Manchester by the Sea sono stati usati aggettivi come asciutto, anti-retorico, trattenuto, imploso. Sobrio. Poi basterebbe guardare l'utilizzo che Lonergan fa dell'Adagio di Albinoni, del Messia di Handel e della musica in generale per confutare questi aggettivi: il film pluri-nominato ai prossimi Oscar è un perfetto esempio di retorica dell'anti-retorica. Ovvero, ribaltare i più comuni cliché strappalacrime per ribadirne l'effetto. 

Il film racconta di un uomo distrutto per la morte del figlio piccolo e la conseguente separazione dalla moglie che deve accudire il nipote dopo la morte del di lui padre. La sagra dei lutti iniziale diventa un'odissea nell'elaborazione del lutto, una presunta riflessione sul dolore giocata attraverso le armi estetiche del cinema indie: scene dilatate oltre il dovuto, narrazione insistita e ripetuta, messinscena lievemente straniante nell'uso del ritmo, dell'inquadratura, del suono, a restituire la sensazione del protagonista di essere fuori centro e una maniera di costruire i personaggi e le situazioni in cui per evitare l'erompere dell'emozione ci si affida alla ricerca dell'imbarazzo, dell'irritazione nei dialoghi e nelle scene (esemplare quella della barella che non entra nell'ambulanza). Al di là della lunghezza ingiustificata, Manchester by the Sea fa rabbia perché è un film ricattatorio, che ha lo stesso fine di un becero dramma "piagnone" ma utilizza mezzi più raffinati, camuffati, più cinici: anziché cercare la condivisione del dolore con lo spettatore, glielo nega abilmente, lo porta a ridere in modo isterico e nervoso, si fonda sul lamento continuo evitando il pianto ma cercandolo come reazione (e lo dimostrano proprio gli inserti musicali così pacchiani). Il film di Lonergan - di cui Casey Affleck immusonito e lagnoso è il perfetto simbolo - è come un bambino che fa il broncio credendo di essere più uomo se non piange, che tira su col naso e fa mille moine, quando un bel pianto, una bella esplosione mélo avrebbe risolto tutto. E sarebbe stata decisamente più onesta, ché efficace - a sentire l'entusiasmo di molti - lo è già.

Voto: ✶½ 

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