Man in the Dark (Don't Breathe, Fede Alvarez, 2016)

Pubblicato il da Emanuele Rauco

Man in the Dark (Don't Breathe, Fede Alvarez, 2016)

Alvarez evidentemente si trova bene negli spazi chiusi, a gestire la suspense e la tensione dentro quatto mura: Man in the Dark si svolge come il remake di La casa dentro un'abitazione da cui è impossibile uscire. Niente demoni ma un ex-militare d'élite cieco che tiene in ostaggio i tre ragazzi che stanno cercando di derubarlo.

Dall'horror, il regista si sposta verso il puro thriller di cui calca le questioni ambientali: come in Furia cieca, il protagonista è un cieco dai sensi molto sensibili e quindi Alvarez ne restituisce le sensazioni giocando su una notevole fotografia buia (di Pedro Luque) e amplificando a dismisura le percezioni sensoriali, i suoni e rumori e il senso dello spazio che da essi deriva. Messinscena sicura e tensione soddisfacente, scrittura che tra avidità e deviazioni belliche evita il manicheismo: fino a che la sceneggiatura, in debito di ossigeno dentro un meccanismo un po' ripetitivo, deve introdurre una svolta horror sgradevole e fuori luogo che il regista non sa gestire e trasforma un buon film di genere in un'operazione piuttosto discutibile. Che comunque, conferma un talento sicuro che si spera Hollywood non rovini. 

Voto: ✶✶

Commenta il post