Dopo l'amore (L'économie du couple, Joachim Lafosse, 2016) #TFF34

Pubblicato il da Emanuele Rauco

Dopo l'amore (L'économie du couple, Joachim Lafosse, 2016) #TFF34

La sequenza chiave di Dopo l'amore è posizionata perfettamente a metà, come l'imbuto di una clessidra in cui si ferma il tempo prima di tornare a scendere: Bérénice Bejo, Cédric Kahn e le loro figlie, dopo una serata di divertimento nel mezzo di una separazione dolorosa e rancorosa, si mettono a ballare Bella di Maitre Gims (in ogni film sulle emozioni c'è sempre una canzone pop come momento di emotività condivisa). Nella coreografia i due si guardano, si sorridono, mettono a letto le figlie e riscoprono la passione. Per poi il giorno dopo ritornare nell'inferno dell'incomprensione.

È un momento centrale, come una specie di flashback al presente, in cui vediamo ciò che è stato della coppia protagonista, li percepiamo attraverso lo sguardo delle figlie e sentiamo cosa pulsa ancora in quel corpo agonizzante che è il loro amore. Attorno a questo "corpo", Lafosse dispiega una veglia funebre, un dramma carcerario tutto chiuso nella casa dove i due hanno vissuto, in cui l'altro diventa ossessione, in cui la presenza del partner è una catena da cui è impossibile liberarsi, forse perché non lo si vuole fino in fondo. Una lezione di economia del cinema attraverso quella di coppia, in cui lo scontro tra vita e amore è raccontato con precisione di sguardo e di tono, con un tocco caloroso e affilato, con la capacità di creare un intero microcosmo umano - che culmina con un finale di strazio sottile e liberatorio - attraverso due magnifici attori (indimenticabile la scena in cui nella notte, lei e lui si alternano nello stanzino di lui, senza parlare, tradendo un amore sotto la cenere).

Voto: ★★

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