Nocturama (Bertrand Bonello) #RomaFF11 #AliceNellaCittà

Pubblicato il da Emanuele Rauco

Nocturama (Bertrand Bonello) #RomaFF11 #AliceNellaCittà

Bruciare in primissimo piano una Madonna laica, dorata, simbolo di libertà e di popolo. Far soffermare lo spettatore sulle "lacrime" che scorrono sul volto in corso di liquefazione. Non si può dire che a Bonello manchi il coraggio, prima di tutto estetico e non solo: in Nocturama racconta di un gruppo di ragazzi francesi che progetta una serie di attentati a Parigi ai simboli della democrazia. E spezza il film in due parti: la prima racconta la preparazione dell'attentato, la seconda le conseguenze, il loro rifugio in un centro commerciale in attesa che si tranquilizzi la situazione. 

E anche stilisticamente il film si divide: una prima parte di secchezza fertile e affascinante, un pedinamento parigino scomposto e ricomposto che sembra Melville ai tempi del vuoto ideologico; una seconda che invece guarda al Romero di Zombi, dal montaggio fluido e "morbido", che sfuma in un survival horror filtrato dall'estetica del Grande fratello, in cui gli zombi a cui sopravvivere sono gli stessi protagonisti. E quell'estetica è pura poetica: dal mistero avvincente e incalzante della prima parte, Bonello svela il cuore beffardo e politico del suo film, descrivere in modo ironico ma mai sarcastico una lotta di classe paradossale, l'esproprio borghese di simboli vuoti, seppure borghesi a loro volta, la battaglia per dominare i fantasmi della società dei consumi. E lo fa ribaltando di segno la connotazione delle immagini, dei luoghi, dei suoni, delle inquadrature e dei tagli di montaggio visivo e sonoro (splendido l'uso di Berlioz), ondeggiando tra sinuosità pop e durezza radicale, tra Coppola figlia e Haneke. Bonello continua a spiazzare. Grazie al cielo.

Voto★★

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