Layla M. (Mijke de Jong) #RomaFF11

Pubblicato il da Emanuele Rauco

Layla M. (Mijke de Jong) #RomaFF11

In modo molto acuto, Layla M. parte trasformando la battaglia per il niqab e la possibilità di indossare il velo integrale in Olanda in una battaglia per l'indipendenza della donna e di una comunità: De Jong ritrae un ambiente e un contesto di attualità bruciante e poco indagata, ovvero quello dei fondamentalismi religiosi che covano sotto l'integrazione, ovvero di come un'adolescente figlia di una famiglia perfettamente laicizzata e a suo agio scopre la voglia di Islam radicale, tanto da sposarsi con un estremista per tornare nelle terre di origine. 

Mentre Layla (la bravissima Nora El Koussour) è ad Amsterdam, il film ritrae in modo convincente, coinvolgente, preciso un ambiente e un contesto insoliti e urgenti, descrivendone cause (il razzismo sotteso alla cultura occidentale) ed effetti (il reazionario ritorno alle radici) che creano un circolo vizioso che il buon senso, la civiltà e la razionalità borghese non possono spezzare. De Jong ha uno stile semplice, aderente alla protagonista, ma intelligente per come utilizza lo spazio scenico in virtù delle figure di contorno. Poi, come le vite dei suoi personaggi, si sfalda con lo spostamento al confine siriano: qui Layla M. diventa un film dalle dinamiche narrative e registiche risapute, che pare perdersi e contraddirsi. Non a caso, l'ambiguo e ottimo finale (soprattutto notevole l'ultima inqadratura) è il ritorno a casa. Con tutti i dubbi non risolti e non risolvibili del caso.

Voto: ★★½

 

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