Processo alla città (Luigi Zampa, 1952) #VeneziaClassici

Pubblicato il da Emanuele Rauco

Processo alla città (Luigi Zampa, 1952) #VeneziaClassici

Se Processo alla città sembra avere in nuce gli elementi che faranno nascere il cinema civile lo si deve in primis a Francesco Rosi, che trovò sulle bancarelle un libriccino sul caso Cuocolo e ne trasse un soggetto che Zampa rese un film capace di mescolare ricostruzione d'ambiente (la Napoli a cavallo tra '800 e '900), riflessione sociale (i rapporti tra camorra e buona società, finanche la politica) e giallo giudiziario (le indagini di un magistrato sul delitto di una coppia perbene coinvolgono vari strati della città e portano scandalo sulla città). 

Se gli elementi d'impegno sono evidenti e colpiscono per l'attualità (uno degli elementi che rende il film un classico: basterebbe il modo con cui i titoli dei giornali scandiscano la vicenda per rendersene conto), quello che vorrei sottolineare è l'apporto di Zampa in sede di regia, la puntualità del ritmo e della suspense del racconto, la finezza della costruzione drammaturgica (stupenda la lunga sequenza al ristorante), l'utilizzo intelligente di modelli USA, dal giallo al noir, come il finale tra i vicoli notturni mostra, al servizio di una messinscena curata ed efficace. Se poi si serve il tutto con la dignità umana di Amedeo Nazzari e la straordinaria prova di Paolo Stoppa, la riuscita di Processo alla città risulta pressoché inevitabile.

Commenta il post