Il ladro di Parigi (Louis Malle, 1967) #VeneziaClassici

Pubblicato il da Emanuele Rauco

Il ladro di Parigi (Louis Malle, 1967) #VeneziaClassici

Il furto è questione di perizia, certo, ma anche di lotta di classe in Le voleur. Jean-Paul Belmondo racconta la sua formazione come ladro nella Francia di fine 19° secolo, all'alba dei moti anarchici; e Malle coglie le sfumature ironiche dello sfondo per trarne un film, come Dolce veleno, a suo modo figlio dei tempi. 

Il cuore di Il ladro di Parigi è il puntiglio: nella descrizione delle tecniche ladresche e dei colpi, nella ricostruzione storica tanto formale quanto descrittiva, negli umori acri e anti-borghesi (la sceneggiatura è scritta tra gli altri da Jean-Claude Carrière, sodale di Buñuel, il cui figlio assistette Malle alla regia). Un puntiglio che dà vita a un film in cui l'abbrivio scanzonato e vagamente malinconico - di ascendenza Lupin - lascia il posto a un film freddo, sconsolato, quasi nero. 

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