Il cavaliere della valle solitaria (George Stevens, 1953)

Pubblicato il da Emanuele Rauco

Il cavaliere della valle solitaria (George Stevens, 1953)

"Scegliti una donna che valga la pena aspettare" dice Joe a Shane. Non è forse una frase partiolarmente memorabile, ma sottolinea un elemento non sempre notato in Il cavaliere della valle solitaria: la dimensione casalinga, domestica, quotidiana. Stevens - all'unico western della carriera - riesce a realizzare un western classico (seppure molto invecchiato), archetipico (un cowboy misterioso senza passato né futuro arriva in una contea infestata da un manipolo di prepotenti, aiutando la popolazione a sbarazzarsene per poi andarsene via, in controluce, con un meraviglioso uso dei campi lunghi) e atipico, in cui l'azione e la violenza sono sostituite in larga parte da ritmi e situazioni placide. 

Il film preferisce descrivere il rapporto tra Shane (che è anche il titolo originale del film) e la famiglia Starrett, l'intimità con i vari membri, la fiducia e il senso di comunità dentro le mura, il calore umano del focolare e la vitalità del lavoro, della vita di gruppo fuori da quelle mura. Solo attraverso questa minuziosa descrizione della normalità come fine impossibile di una vita errante come quella del protagonista, Stevens può sottolineare l'ingiustizia dei cattivi: al regista non servono violenze o soprusi sensazionali, anche perché la violenza è una questione morale importantissima che il film affronta in modo complesso e coraggioso. Ciò non significa che il film non sappia quando accelerare, tanto col montaggio quanto con l'azione fisica (il duello finale farà scuola), ma che quell'accademismo denunciato - anche giustamente - da più di un critico è in realtà un modo per comunicare, un veicolo di un messaggio per nulla conformista e che venne accolto all'epoca in modo sorprendentemente positivo da tutti. Il cavaliere della valle solitaria sceglie Shane come elemento mitico fuori dal consesso sociale, "cavaliere medievale" (Mereghetti) che assume su di sé la violenza del mondo per proteggere Joe e il piccolo Joey dal dolore. Non un discorso da poco, nel superomistico western classico.

Voto: ★★½

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