Dolce veleno (Noel Black, 1968) #VeneziaClassici

Pubblicato il da Emanuele Rauco

Dolce veleno (Noel Black, 1968) #VeneziaClassici

Fama di piccolo cult nel mondo anglosassone, poco conosciuto almeno in Italia, Pretty Poison è una sorta di epigono di Fritz Lang aggiornato al distacco ironico del cinema di fine anni '60 in cui l'implacabilità del destino si sposa con il ribaltamento di schemi e ruoli. Per esempio, Anthony Perkins è un piromane rilasciato dal riformatorio ormai riabilitato; ma non è buono, anzi progetta qualcosa; ma non è un carnefice anzi, diventa vittima dell'angelica Tuesday Weld che non è angelica, anzi. 

Tutto giocato sull'espressività e la carica iconografica dei due protagonisti, Dolce veleno è figlio della contro-cultura dell'epoca, riarrangia i canoni tipici di un certo noir a sfondo sessuale e morale attraverso la ribellione alle istituzioni e titilla il pubblico attraverso sollecitazioni sottilmente perverse (da qui l'aura di culto) che sono anche il passo immediatamente precedente alla Gangster Story di Penn. Black non riesce del tutto a elevare stile e confezione al di sopra del B-Movie, ma ha mano sicura e ritmo adeguato. E un occhio per la recitazione dei protagonisti che lo rendono un godibile frutto - avvelenato - di un'epoca.

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