Break Up (Marco Ferreri, 1965) #VeneziaClassici

Pubblicato il da Emanuele Rauco

Break Up (Marco Ferreri, 1965) #VeneziaClassici

Marcello Mastroianni (straordinario come sempre, più del solito) percorre un sottopassaggio in bianco e nero seguendo una ragazza. Ne esce e si ritrova in una festa a colori, un turbillon frenetico di palloncini, donne volanti e rock 'n' roll targato Gepy & Gepy. E' solo la scena più impressionante (degna di un Blake Edwards porcellone) di un film sorprendente e bellissimo come Break-Up, la versione lunga (e vera) di L'uomo dei cinque palloni che Carlo Ponti inventò come episodio di un film collettivo (Oggi, domani, dopodomani). 

Mastroianni è un industriale delle caramelle che, fregandosene degli scioperi in fabbrica e della giovanissima futura moglie (una deliziosa Catherine Spaak), si fissa con i palloncini: quanta aria può entrare dentro un pallone prima che scoppi? Questa situazione improbabile diventa rivelatrice di una condizione sociale ed esistenziale e il film da commedia paradossale, anche tenera e priva di cinismo nella descrizione borghese (le sensuali tenerezze della coppia, la grnde modernità dei costumi sessuali e della loro rappresentazione), diventa un perfetto e ghignante incubo, fatto di digressioni via via sempre più stringenti e deliranti, di analisi precise, di straordinaria finezza nel costruire un sotteso clima politico prossimo all'esplosione (gli scioperi, le cornamuse natalizie che suonano Bella ciao), di umorismo assurdo, formidabile e atroce che si corona in un finale - una Grande abbuffata in miniatura - bellissimo.

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