Michael Cimino, il regista che non conosco

Pubblicato il da Emanuele Rauco

Michael Cimino, il regista che non conosco

Questo non è un ricordo di Michael Cimino. Ne hanno già scritti alcuni belli e toccanti persone più adatte di me. Anche perché io Michael Cimino non lo conosco come regista. Il mio legame con lui è prima di tutto affettivo e c'entra poco con il suo cinema: la sera che mi cambiò la vita - il 29 ottobre 1989, quando vidi Indiana Jones e l'ultima crociata il film che mi ha reso amante del cinema a tal punto da farne una ragione di vita - Canale 5 dava in prima serata Il siciliano, nella versione spuria di 2 ore. L'inizio della mia luna di miele con il cinema vede Cimino tra i protagonisti. 

Ma la realtà è che di questo regista straordinario che ha rifondato l'epica americana con un pugno di film fondamentali e immensi come Il cacciatore, I cancelli del cielo, Verso il sole, Una calibro 20 per lo specialista e via elencando, io non ho mai visto un film. Li amo, anche i meno riusciti o i più sbilenchi, ma non li ho visti. Perché i film di questo autore sfortunato e ostinato che si è inimicato un'industria intera per la sua grandezza li ho tutti visti in tv o su uno schermo sempre troppo piccolo. Perché il valzer di Ella in I cancelli del cielo, il campo/controcampo con il cervo in Il cacciatore, i movimenti di macchina di L'anno del dragone sono il grande schermo, il telo enorme come i film che contiene, il mito della sala che si specchia con il mito infranto dell'America. Perciò non posso scrivere un ricordo di Cimino. Lo farò appena vedrò un suo film. 

 

Commenta il post