Anatomy of a Love Seen (Marina Rice Bader) - ★★

Pubblicato il da Emanuele Rauco

Anatomy of a Love Seen (Marina Rice Bader) - ★★

Anatomia di una scena d'amore, come s'intuirebbe dalla pronuncia e come sarebbe prevedibile. Ma anche, soprattutto, Anatomia di una scena vista. Ed è questa l'idea centrale alla base del primo film di Marina Rice Bader: vedere una scena d'amore e dissezionarla raccontando come è nato e soprattutto come è finito l'amore tra le attrici Zoe e Mal

E la cosa più bella è proprio quella scena, che apre e chiude il film in modo molto intelligente, ovvero dall'inizio, mostrando - dapprima per accenni poi più direttamente - l'attimo in cui tutto è cambiato e dando conto allo spettatore dell'inestricabile nodo tra realtà e finzione. Quel nodo che la regista - nel ruolo della regista - cerca in tutti modi di sciogliere appesantendo un film semplice e intimo con un'autorialità marcata e rozza, in cui i dialoghi forzati danneggiano le interpretazioni e l'armonia. Prossimo alla teatralità anche per l'uso delle scene madri, Anatomy of a Love Seen è un mélo da Sundance che sembra fermarsi sempre una paio di passi dietro le proprie ambizioni; ma anche in virtù di quell'idea di struttura, quella bella scena d'amore attorno a cui ruota l'opera, fa il suo dovere con lo spettatore anche per merito delle attrici, la bionda (non sempre in parte) Sharon Hinnendael e la rossa (ottima) Jill Evyn

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