The Salesman (A. Farhadi) ★★★ #Cannes2016

Pubblicato il da Emanuele Rauco

The Salesman (A. Farhadi) ★★★ #Cannes2016

Ha un appiglio narrativo e una cornice teorica molto più confortevoli The Salesman - il nuovo film di Farhadi - rispetto ai suoi film precedenti: il teatro, il contesto di una compagnia che ogni sera replica Morte di un commesso viaggiatore di Miller, i cui personaggi ed eventi sono lo specchio di ciò che succede ai loro attori, soprattutto ai due protagonisti, coppia anche nella vita, a cui un'aggressione nella casa nuova cambia la vita. Ma il film del regista iraniano (premio a Cannes per attore e sceneggiatura) è più ossessivo e oscuro rispetto ai suoi precedenti.

Se Il passato, Una separazione e About Elly avevano un impianto più corale e un incedere meno implacabile - seppure costruiti su crescendo magistrali -, The Salesman invece si concentra passo dopo passo dentro l'ossessione di conoscenza, giustizia e vendetta del suo protagonista, eliminando fronzoli e sottotrame e arrivando a un finale tesissimo con cui Farhadi mette il sigillo a un'idea di cinema che riscrive il thriller, i suoi meccanismi, le dinamiche, i rapporti con lo spettatore tanto nella narrazione quanto nella costruzione filmica (montaggio impeccabile di Hayedeh Safiyari), attraverso gli elementi propri della cultura e della società iraniani, raccontati con naturalezza, senza retorica polemica ma con la disinvoltura di chi sa guardare la società in cui vive senza dover alzare un'inutile barricata. E' maestro del dettaglio, Farhadi, autore di un cinema che ci migliora come spettatori.

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