Top 10: i più bei film su malattia e morte

Pubblicato il da Emanuele Rauco

Top 10: i più bei film su malattia e morte

(pubblicato sul Mucchio di gennaio 2016 all'interno dello speciale Death with dignity)

  1. Nick's Movie (Wim Wenders, 1980): un grande regista, Nicholas Ray, ripreso mentre cerca di realizzare un nuovo film, ma soprattutto mentre agonizza, roso da un cancro. Il rispetto e la fascinazione per la morte al lavoro, in un film illuminante e problematico, definitivo per molti versi.

  2. Il mio piede sinistro (Jim Sheridan, 1989): l'arte che scaturisce dall'impossibilità, trasformare ogni minima risorsa fisica in espressione creativa. Prova monumentale di Daniel Day Lewis.

  3. Near Death (Frederick Wiseman, 1989): nessuno ha mai mostrato la morte così da vicino, da dentro. 6 ore in un reparto di malattie terminali: il conforto delle ultime ore e l'angoscia di chi guarda. Magistero di pudore e dignità.

  4. Notti selvagge (Cyril Collard, 1992): il primo film (pare) sull'AIDS, un viaggio autobiografico nella scoperta di come sia possibile vivere al massimo, solo quando non hai più niente da chiedere. E spirare, come fece Collard, pochi mesi dopo.

  5. The Kingdom (Lars von Trier, 1994): tra le varie storie di questa miniserie horror, s'impone la delicatezza del rapporto tra una bambina e un anziano, che si aiutano l'un l'altro ad affrontare il dolore, accompagnandosi nell'ultimo saluto. Strazio venato di ghigno grottesco.

  6. Verso il sole (Michael Cimino, 1996): cercare la fonte della vita eterna o il luogo in cui lasciarsi morire? Il dilemma di un giovane nativo americano malato terminale è il viaggio verso la frontiera, verso i sogni morenti di un cinema e di un paese.

  7. Le invasioni barbariche (Denys Arcand, 2003): la morte è anche una questioni di pragmatica e serenità. Una commedia intellettuale e tenerissima sulla preparazione all'addio, con un finale capace di toccare più di un cuore.

  8. Mare dentro (Alejandro Amenàbar, 2004): scegliere come morire e quando è il più politico e blasfemo di tutti gli atti. Amenàbar compone questo canto di battaglia sull'espressività di Javier Vardem, sulla giustezza laica delle sue idee, sulla vita come morte possibile. E commuove il mondo scuotendo coscienze.

  9. Lo scafandro e la farfalla (Julian Schnabel, 2007): un solo occhio può muovere il mondo e smuovere un cuore. Poesia ed astrazione cinematografica, in cui occhio e obiettivo battono all'unisono.

  10. Quel fantastico peggior anno della mia vita (Alfonso Gomez-Rejon, 2015): un trappolone indie, in cui però il rapporto con la morte e con l'affettività di un ragazzo e della sua amica morente diventano anche un canto giocoso e buffo alla grandezza del cinema e della creatività.

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