The Pills: “Il nostro film è meglio di quello di Ruffini”

Pubblicato il da Emanuele Rauco

The Pills: “Il nostro film è meglio di quello di Ruffini”

(pubblicato sul Mucchio di gennaio 2016)

Avevamo già parlato con loro un annetto fa: ma The Pills sono cresciuti e stanno per fare qualcosa di diverso da un salto di qualità: un salto nel buio. Della sala cinematografica, che ha accolto moli tentativi fallimentari di passaggio dal web al cinema, come Fuga di cervelli di Paolo Ruffini o Game Therapy con Favij. Ma Luca Vecchi, Luigi Di Capua e Matteo Corradini sono sicuri abbastanza da affrontare - assieme ai produttori Taodue e Eat Movie ella distribuzione Medusa – questo passo con il piglio con cui abbiamo imparato ad amarli.

Abbiamo parlato con Luca e Luigi poco prima di Natale, rilassati e sbracati come al solito, ma era impossibile non avvertire quanto questo nuovo passo sia importante per loro. A partire dal titolo The Pills – Sempre meglio che lavorare, praticamente un'autobiografia: “Sì, anche se già mi vedo la critica che dice che era meglio se andavamo a lavorare e io che tiro una capocciata al muro”, dice Luca. “Il fatto – replica Luigi – è che abbiamo sempre voluto opporci alla retorica del precariato, la ricerca del posto fisso, dei giovani che emigravano. E la nostra filosofia era quella di fare di tutto pur di non lavorare. Perché devo sfiancarmi per 8 ore al giorno? Piuttosto mi invento qualcosa. Tenetevelo il posto fisso”. E allora inventarsi prima gli sketch su YouTube, poi la versione televisiva, poi gli interventi in vari programmi. E poi il cinema: “E' successo naturalmente – racconta Luca -, perché non siamo un format o una web serie. In tv non abbiamo trovato il nostro spazio anche perché la televisione preferisce format già rodati all'estero o prodotti fidelizzati. Non avendo trovato posto, itineriamo e Taodue puntando molto sul cinema come introiti ha provato noi come esperimento”.

E questa sperimentazione ha comportato seppure parzialmente una ridefinizione del classico lavoro di The Pills: il cazzeggio intelligente, fatto di chiacchiere, idee, improvvisazioni e cambi in corsa ha dovuto lasciare spazio alla struttura più definita e organizzata del cinema, passando da troupe di 4 persone a organici di 60. “ Noi – parla Luigi – abbiamo cercato di vivere il passaggio nel modo il più disteso possibile, perché sul web puoi improvvisare, prenderti tutto il tempo che vuoi, su un set non puoi farlo, devi rispondere degli orari di molte persone, delle pause pranzo e straordinari, e già questo ci metteva pressione. Per cui abbiamo cercare di portare la nostra atmosfera rilassata in un altro contesto lavorativo. In definitiva un lavoro abbastanza tranquillo”. Mantenere la spontaneità dentro le nuove responsabilità con un film che doveva essere a episodi, come negli esordi di Carlo Verdone, e sketch e che invece poi è confluita in una storia più organica e corale per osare un po' di più: “Quello che vedrete sullo schermo – riflette Luigi – è un ibrido, è qualcosa di unico per quanto è ibrido: il film comincia con la tipica struttura the pills e poi diventa altro, non direi che è cinema al 100% ma è il nostro cinema”.

Sulla trama in sé il trio è riuscito a mantenere il riserbo, ma sappiamo che i tre dovranno cercare di sfuggire al lavoro che li aggredirà di sorpresa, alle spalle, e che metterà in discussione anche la loro amicizia, il loro gioco di squadra. Non mancherà la patina malinconica che da sempre si aggira nei loro video: “Il film sarà molto più malinconico dei video e questo è un po' legato anche all'atmosfera sul set e a come il lavoro si è rispecchiato nel nostro rapporto personale, che cambia e che forse ci allontana un po'” racconta Luigi. Luca, autore della regia,responsabile di tutte le scelte stilistiche ed estetiche (mentre la sceneggiatura è firmata dai 3 più Luca Ravenna) specifica: “Ci hanno affibbiato la questione generazionale e noi ce la siamo accollata tutta e l'abbiamo affrontata raccontando come cresce e invecchia la nostra generazione e come cambiano gli amici. Ci abbiamo messo molta bromance, lavorando molto sui nostri rapporti d'amicizia che cambiano e ci lasciano un po' di tristezza”. Ma che un film di The Pills sia triste è improbabile, è più probabile che sia un calderone di sensazioni, trovate, immaginari che si aprono e si scontrano tra di loro (anche nell'uso dei formati cinematografici) come è sempre stato il loro lavoro, a partire dalle citazioni: “ Come riferimenti e citazioni – dice Luca – abbiamo puntato al nostro classico caleidoscopio, dalla commedia all'italiana a Fight Club fino alla trilogia del cornetto di Edgar Wright (aggiungeremmo anche la sitcom Spaced, a cui i video sul web ci hanno sempre fatto pensare, N. d. A.). Ma ci piacerebbe che siano gli spettatori a trovarle, perché molte sono quasi inconsce”. Gli fa eco Luigi: “Infatti più che le citazioni che per noi sono un modo naturale di esprimerci, ci siamo presi delle libertà nella costruzione di alcune scene, come per esempio la scena iniziale, una festa di bambini in cui tutti però parlano da adulti, e negli stili che abbiamo mescolato di continuo nel film”.

Certo, sulla tenuta del film prima della visione restano dei dubbi, avvalorati dai tentativi quantomeno discutibili di altre web star passate al cinema: “Test farmacologici e scientifici dimostrano che il film di The Pills è meglio di Fuga di cervelli di Ruffini, che sia messo per iscritto – dichiara perentorio Luca – l'ho visto e mi sono sentito in imbarazzo per lui. Rispetto però agli altri film del genere e agli errori fatti non saprei, perché noi abbiamo fatto qualcosa su youtube che esulando dallo youtuber era più manovrabile al cinema”. Anche perché il cinema potrebbe non essere il futuro scelto dai tre: “ I risultati economici del film non mi interessano – dice Luigi – per capire se fare altri film, e a prescindere da quelli non so se ci interessa davvero un futuro nel cinema. The Pills – Sempre meglio che lavorare è un esperimento più che una tappa del nostro percorso. Non sappiamo neanche quale sia il percorso da intraprendere”. E quindi un fan deve aspettarsi qualcosa in più dal semplice passaggio di The Pills al cinema: “Volevamo giocare al rilancio, provare a spiazzare gli spettatori: ci sono alcuni tormentoni dei nostri video, o presenze che si riferiscono all'immaginario web contemporaneo come Gianni Morandi, ma le sorprese sono di più delle sicurezze”, afferma Luca. Sulla parola, sentiamo di credergli.

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