Revenant | Alejandro Gonzales Inarritu

Pubblicato il da Emanuele Rauco

Revenant | Alejandro Gonzales Inarritu

(pubblicato sul Mucchio di gennaio 2016)

Ancora un tour de force, ancora di grande virtuosismo, ancora un film strutturato come un pezzo musicale. Dopo Birdman, Alejandro Inarritu segue ancora un uomo solo, un eroe disperato circondato da persone che non saprebbe se definire alleati e nemici in un lungo viaggio, quasi sempre in solitaria scandito dalle musiche esemplarmente aderenti di Ryuichi Sakamoto e Alva Noto. Leonardo Di Caprio – per chi se lo chiede: sì, potrebbe essere la volta buona per il premio Oscar – è un trapper che accompagna una spedizione a caccia di pelli d'orso; l'attacco dei nativi li decimerà e quando lasceranno solo e ferito il trapper, questi sarà costretto a sopravvivere nel gelo dell'inverno del Nord Dakota meditando vendetta. Inarritu, assieme a Mark Smith, scrive questo western avventuroso, umido di fiumi e pioggia e ghiacciato dalla neve, che diventa la rilettura nichilista dell'epopea americana attraverso moduli filmici per nulla hollywoodiani. Su un panorama naturale che abbacina e uno umano che invece guarda alle miserie di Peckinpah, Revenant afferma che il nemico è l'uomo sotto ogni veste, nazionalità o etnia e lo fa con un realismo visivo persino ostentato (fotografia in luce naturale di Emmanuel Lubezki, suono direttamente in camera), capace di soprassalti memorabili (la lotta con l'orso), acrobazie della camera che creano intimità con l'ambiente e un possente fascino cinematografico che spazza i dubbi sul suo autore. Il capolavoro di Inarritu.

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