The Program | Stephen Frears

Pubblicato il da Emanuele Rauco

The Program | Stephen Frears

Stephen Frears negli ultimi anni ha sempre mostrato una certa passione per le persone realmente esistite, per una rilettura delle biografie. Dalla regina Elisabetta del bellissimo The Queen al mefistofelico Lance Armstrong di The Program, il suo film più recente (passando per Philomena, Muhammad Ali eccetera). E' proprio in quel mefistofelico uno dei problemi del film che racconta ovviamente la parabola sportiva di Armstrong dai primi passi al cancro, dai 7 Tour de France vinti alla scoperta del massiccio doping. 

Il tono che il regista è adotta è quello del thriller sportivo, con Armstrong dipinto coome una sorta di Scarface del doping, che per sete di gloria costruisce un impero fondato sul ricatto, la menzogna, la corruzione, l'apoggio mediatico. Scelta legittima, ma che rende tutto quadrato, toglie ogni sfumatura a una questione - e a una figura - parecchio complessa. Ma soprattutto, è una scelta che cozza contro il bisogno di realtà che emerge dalle immagini (e che segna da sempre il cinema di Frears, anche nelle sue parentesi hollywoodiane), che si annida nelle molte immagini di repertorio, nell'utilizzo di telegiornali e cronache video e che si sublima nel seguire pedissequamente le tracce di The Armstrong Lie, documentario di Alex Gibney in cui si dice già tutto, di cui fare un non dichiarato remake togliendo però ogni approfondimento e levigando il coinvolgimento a un grado più basso di fruizione narrativa. Ed è un peccato, perché Frears ha sempre dato il meglio quando si tratta di sfumature.

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