Il nemico ci ascolta: Il braccio violento della legge e Rapina record a New York

Pubblicato il da Emanuele Rauco

Il nemico ci ascolta: Il braccio violento della legge e Rapina record a New York

Fili ovunque. Cavi, registratori, ricetrasmittenti. Spie e intercettati, poliziotti buoni, ma soprattutto poliziotti stronzi. A pochi mesi dall'esplosione dello scandalo Watergate, il cinema americano già percepiva ed elaborava il senso di paranoia che la scoperta delle intercettazioni segrete e dello spionaggio del presidente Nixon rese evidente: due film americani dello stesso anno (1971), usciti a 4 mesi di distanza, già descrivevano un'America il cui senso di giustizia si basava sull'intercettare, sullo spiare, sulla manipolazione tecnologica.

Il braccio violento della legge di William Friedkin è probabilmente il più celebre poliziesco di tutti i tempi, e tra i più belli: la caccia di una squadra della polizia newyorkese a un narcotrafficante marsigliese. Una pietra miliare del cinema d'azione. In cui però l'azione è concentrata e dosatissima, tanto da aver fatto scuola con 2 o 3 vere sequenze "acrobatiche" (un inseguimento a piedi, secchissimo e sporco, una sparatoria e un memorabile inseguimento tra un'automobile guidata da Gene Hackman e una metropolitana), mentre il cuore del film è l'attesa, il pedinamento, le procedure, l'intercettazione. Meticoloso come i suoi poliziotti e spiccio allo stesso modo, Friedkin legge l'ossessione contemporanea per i cavi attraverso i suoi eroi e la cura quasi giornalistica nelle mettere in scena le loro imprese (finale strepitoso) è probabilmente una delle ispirazioni della capitale serie tv The Wire.

Ancora più sorprendente è Rapina record a New York di Sidney Lumet, un film di rapina classico - con la squadra capitanata da Sean Connery - che passo dopo passa vira verso un dramma iper-tecnologico: la stupenda colonna sonora di Quincy Jones ritma tra funk e synth, ritmiche e distorsioni elettroniche, un film in cui le dinamiche del colpo dei ladri e dell'assedio delle guardia si spezzano, si frammentanodiventano terreno per sperimentare sulla mania degli archivi, in cui le cimici sono ovunque, tutti spiano tutti e i colpi di scena come i cambi di tono, direzione e registro sono "forzati" dalle resgistrazioni, dalle orecchie che ascoltano. E che poi devono nascondere tutto, insabbiare, cercare di seppellire come Nixon proverà a fare mesi dopo.

Prove generali di Watergate, ma ancora più prove generali di La conversazione di Coppola, in cui Hackman passerà da orecchio che ascolta a bocca che teme di essere ascoltata.

Il nemico ci ascolta: Il braccio violento della legge e Rapina record a New York

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