Blue Steel | Kathryn Bigelow

Pubblicato il da Emanuele Rauco

Blue Steel | Kathryn Bigelow

Non è l'estetica degli anni '80, tutta ralenti, superfici riflettenti, controluce e dettagli accattivanti, ad aver fatto danni, ma l'ideologia a essa sottesa, pubblicitaria ed edonistica e in fondo reazionaria. Allora sarebbe il caso di rivalutare Blue Steel, film che Kathryn Bigelow realizzò proprio al termine del decennio incriminato (uscendo poi nel 1990) e tacciato come tardo ed estetizzante figlio degli Eighties. Perché nel raccontare la storia di una poliziotta che diventa ossessione erotica e criminale di un perverso broker, Bigelow ribalta molte delle chiavi ideologiche dell'epoca in cui venne creato, partendo soprattutto dagli elementi di gender.

Come Attrazione fatale ma a sessi invertiti, Blue Steel racconta innanzitutto il feticismo del decennio, ponendovi sopra una sorta di pietra tombale, giocando come sempre in Bigelow in modo ambiguo tra fascinazione e repulsione: fin dai titoli di testa che illustrano con perizia la fabbricazione dell'arma, la pistola è il simbolo dell'intero film che si snoda tutto intorno al suo furto, utilizzo, riscatto. E' un simbolo fallico reso in modo molto sottile: certo, l'attrazione erotica di Ron Silver per Jamie Lee Curtis (la costruzione industriale si alterna con la sua vestizione, camicia da poliziotto su reggiseno di pizzo bianco) si sublima – e si spezza – nel mostrare la pistola all'amata, ma il loro gioco si regge sul ribaltamento dei ruoli sessuali e dei significati culturali. Lei parte come matricola poco allenata e insicura e diventa praticamente un killer inarrestabile, lui come seduttore sicuro e finisce in preda a isterismi e gelosie insostenibili. È in questo discutibile cambio di prospettive che sta la riflessione della regista, che non accetta mai acriticamente i risvolti delle sue storie, ma li prende di petto, li rende fertili e vividi utilizzando in chiave di creazione di senso gli stilemi di un decennio che forse già stantii all'epoca, acquistano in Blue Steel nuovo spessore.

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