Ted 2 | Seth MacFarlane

Pubblicato il da Emanuele Rauco

Ted 2 | Seth MacFarlane

Che un sequel, per costituzione, ricalchi andamenti e dinamiche del primo film lo reputo pacifico. Che questo ricalco però indebolisca spirito e struttura stessa del film meno. Per intenderci: se la formula vorrebbe che un seguito sia la somma degli elementi del primo aumentata di quantità, in Ted 2 qualcosa non torna. Non solo perché non è più grande e più grosso, ma perché è un bel po' meno.

Seth MacFarlane compie l'errore fatale di invertire il principio che rendeva irresistibile il prototipo: se in Ted era esilarante la naturalezza con cui i personaggi si trovavano davanti un pelouche vivo, parlante e trasgredente (come per Brian nei Griffith), nel numero 2 - per raccontare una curiosa battaglia per i diritti civili - un evidentemente vivo orso di pezza viene improvvisamente ritenuto un oggetto, un bene, e, tolti i protagonisti, danno tutti per scontato che sia così, trasgredendo proprio il principio di sospensione di incredulità che aveva costruito "il mondo" dei film. Come se in un film in cui tutti volano, a un certo punto tutti si convincessero che non è possibile volare, pur volando. Questo errore di fondazione e prospettiva fa crollare tutto il racconto, l'impianto satirico verso le fondamente democratiche USA, permettendo al film di MacFarlane di funzionare solo nelle digressioni, nelle scheggie di comicità pura, che sono da sempre il sale dell'opera di MacFarlane. 

 

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