Louisiana (The Other Side) - Roberto Minervini

Pubblicato il da Emanuele Rauco

Louisiana (The Other Side) - Roberto Minervini

La prossimità che Roberto Minervini instaura con i soggetti dei suoi film è sconvolgente, tanto sconvolgente da diventare filmicamente e moralmente problematica. Louisiana porta probabilmente all'estremo questa prossimità, dopo la trilogia del Texas di cui questo The Other Side sembra una diretta filiazione, fosse solo per il legame con Stop the Pounding Heart di cui uno dei cui personaggi è legato ai protagonisti di questa nuova opera, due tossici che cercano di sopravvivere a se stessi e al luogo in cui vivono.

Minervini si avvicina così tanto ai protagonisti da scoprire cose mai viste, letteralmente invisibili, come quando ci portiamo a una distanza così minima da qualcosa da perderne i contorni: il regista coglie il degrado umano e ambientale, non quello morale, e nella parabola di due disagiati scopre i lampi di amore, forza, bellezza e tenerezza, come nel bellissimo personaggio della nonna. Entrare così direttamente nelle vite (probabilmente) vere delle persone, tanto da riprenderne i rapporti sessuali e le pere, potrebbe far pensare (come è stato) a scelte sensazionalistiche; eppure il modo in cui la sua macchina da presa è entrato nel contesto è naturalissimo e fluido. Diventa improvvisamente, e purtroppo, meccanico quando la dimensione umana e intima si allarga alla comunità dei dropout, paramilitari e amanti delle armi, anarchici fino al cripto-fascismo (Legalize Freedom vola sulle loro teste) e l'occhio del regista diventa più convenzionale, l'intimità si tramuta in discorso in modo poco efficace. Ma è un problema tutto sommato secondario

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