Eddie Redmayne

Pubblicato il da Emanuele Rauco

Eddie Redmayne

(pubblicato su La rivista del cinematografo di febbraio)

Volto tra i più britannici in circolazione, con gli occhi chiari, i capelli fulvi e le lentiggini sul viso. Eddie Redmayne sta per passare da grande promessa conosciuta ai meno a nuovo astro del firmamento cinematografico, grazie al ruolo di Stephen Hawking – con annesse candidature ai principali premi – in La teoria del tutto di James Marsh. E come molti attori al servizio di sua maestà, deve il proprio talento e la propria crescita al teatro che lo vede a 12 anni calcare le scene in Oliver!, musical tratto da Dickens. Presto la tv e il cinema si accorgono del suo talento, del suo viso luminoso, pulito ed espressivo e tra un ruolo in costume a l'altro, passando dalla regina Elisabetta ad Anna Bolena, da Tess d'Urbevilles a I pilastri della Terra, Redmayne diventa un volto familiare.

Sarà Marilyn Monroe ad aprirgli la strada del grande cinema, nel film sulla diva in cui Redmayne è l'assistente sul set di Il principe e la ballerina che s'innamorerà dolcemente del personaggio di Michelle Williams. E' un colpo di fulmine con il pubblico e i produttori che prima lo chiamano a interpretare Marius in Les misérables di Tom Hooper e poi nel ruolo che potrebbe dare la svolta definitiva alla carriera: Stephen Hawking, il più celebre fisico vivente affetto da 50 da una malattia moto-neuronale che lo costringe all'immobilità e al silenzio, a parlare attraverso un sofisticato software.

Una sfida per l'attore, come ci ha raccontato a Torino, dove La teoria del tutto è passato in anteprima al Torino Film Fest: “Per affrontare un ruolo del genere non puoi far altro che dare tutto: ho iniziato incontrando Hawking circa 5 giorni prima delle riprese dopo aver visto un documentario su di lui: in 3 ore di colloquio ha potuto dire 8 frasi, ma è un personaggio di fascino e carisma incredibili, anche senza voce e movimenti, è la sua mente che crea il magnetismo”. Redmayne ha parlato con i suoi studenti, vecchi e nuovi per conoscere meglio la personalità di Hawking, per studiare il suo carattere anche oltre la sceneggiatura, ha approfondito l'aspetto scientifico della sua vita, ha studiato la progressione della sua malattia e gli effetti sul corpo attraverso medici, foto d'epoca e ha poi riprodotto il tutto grazie a un coreografo, senza contare la voce computerizzata coperta da copyright che la produzione ha ottenuto di utilizzare. “E' stato fondamentale – dice Redmayne – l'incontro con Jane Hawking, è lei che mentre faceva provare i suoi vestiti a Felicity (Jones, che nel film interpreta la moglie di Hawking, N. d. A.) mi diceva se i miei movimenti ed espressioni erano giusti: solo così sono riuscito ad avvicinarmi a quella sorta di rock star della scienza che è Hawking”.

4 mesi di preparazione e due di prove per un'interpretazione che potrebbe aprirgli le porte dell'Oscar e sicuramente quelle di Hollywood, come dimostra anche i suoi prossimo film, il kolossal fantascientifico di Andy e Lana Wachowski e The Danish Girl, nel ruolo del primo transessuale della storia. Per bussare ancora alle porte dell'Oscar.

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