Top 10 | I libri del 2014

Pubblicato il da Emanuele Rauco

Top 10 | I libri del 2014

Prima delle mie top 10 personali, che vi accompagneranno all'inizio del 2015. Parto con i libri (seguiranno dischi, serie tv e film) e come al solito non sono i migliori libri del 2014, ma i 10 migliori libri che ho letto quest'anno e che partono dal 1969 fino ad arrivare effettivamente a quest'anno. Dall'immagine in copertina potrete immaginare chi è in cima, ma andiamo per ordine.

  1. Cavalli selvaggi (Cormac McCarthy): l'epica americana, le radici del racconto e l'amarezza profonda della letteratura moderna. Indimenticabile.
  2. Ogni cosa è illuminata (Jonathan Safran Foer): altra epica, altro viaggio, altra rielaborazione storica e psicologica del road book. Ridere e piangere in una sola frase.
  3. Morte malinconica del bambino ostrica e altre storie (Tim Burton): tutta la poesia, l'immaginazione e il tetro candore del cinema (che fu) di Burton, in un piccolo magnifico libro.
  4. Libertà (Jonathan Franzen): il grande romanzo americano contemporaneo, che sa rendere vividi, palpitanti, attualissimi vite e temi che paiono lontani e puramente romanzeschi.
  5. Neve di primavera (Mishima Yukio): descrizioni e ricami verbali di folgorante bellezza, a racchiudere un ritratto sociale romantico e doloroso, che scava più dentro l'autore che dentro il Giappone.
  6. A Chloe per le ragioni sbagliate (Claudia Durastanti): faccio fatica a parlare del libro di un'amica. Ma lei è bravissima, le sue parole sono profondissime, i suoi personaggi s'intagliano nel lettore. 
  7. Lettera a Berlino (Ian McEwan): canto d'amore e di violenza, romanticissimo e morboso, malinconico e ossessivo. Tenero e tristissimo, con un grandioso finale.
  8. Anno uno (Frank Miller, David Mazzucchelli): Batman al suo meglio, oscuro e sporco, violento ma anche avventuroso e trascinante. La scrittura di Miller, senza pesantezze ideologiche, brilla.
  9. Il lato oscuro dell'anima (Joe Lansdale): brucia lento, ma brucia come l'inferno. Magari si compiace un po', ma l'amore per la violenza, la capacità di renderla un'eco della psiche e il ritmo forsennato del finale meritano attenzione.
  10. Ritratto di un assassino (Patricia Cornwell): prendere la realtà, le indagini, i fatti e non solo descriverli alle necessità di romanzo e romanzieri. Ritmo chirurgico, verve inventiva sulla forma,la realtà che una volta per tutte diventa un giallo.

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